Il casale - Casetta Francini


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il casale e la sua storia

Chi vi accoglierà

   Ornella e Roberto, stanchi dei ritmi di una città come Torino e desiderosi di dare un contributo al risanamento dei bilanci della Pubblica Amministrazione, nel 2006 si sono licenziati dagli uffici del Comune sabaudo, dove lavoravano, e si sono trasferiti a Casetta Francini (vedi altre foto) per vivere il loro tempo di vita e di lavoro con quella serenità ed umanità che non trovavano più. E ora che le hanno ritrovate, vogliono condividerle anche con agli ospiti/amici che li verranno a trovare.

La storia

  Dopo la definitiva caduta della Repubblica di Siena nel 1555 i territori maremmani vennero annessi al Granducato di Toscana della famiglia de' Medici. Così anche Civitella Marittima, Paganico, Pari, Casal di Pari, Dogana, Monte Antico, Casenovole ed altre borgate minori, una volta autonomi ma che oggi formano il Comune di Civitella Paganico, passarono sotto il dominio granducale.
   Nel 1630 i Medici diedero in feudo il territorio di Paganico alla famiglia Patrizi di Siena, elevandoli a Marchesi, i quali nel tempo estesero i loro possedimenti a ridosso di Civitella Marittima. Sulla rocca dove poggia il paese infatti fu costruito un palazzotto signorile a guardia delle loro immense proprietà, raccolte nel latifondo chiamato Tenuta di Paganico, che fu smembrato e venduto solamente dopo la seconda guerra mondiale. La zona al confine con il latifondo detta Le Pianacce, dove oggi sorge Casetta Francini, era il limite estremo della corte di Civitella. Nel 1797 i proprietari risultano essere Giovan Battista Rossi e suo figlio Vergilio.
   Alla metà del 1800 il podere su cui sarà insediato il casale, venne acquistato da Francesco Francini, che iniziò a costruire un primo piccolo casale ( da qui probabilmente nasce il nome di Casetta Francini). Lo ampliò per necessità in quattro fasi successive, che si chiusero nel 1896. Data scolpita a testimonianza futura su una pietra incastonata nella facciata della casa (nella foto Casetta Francini come è stata tra il 1896 ed il 2003). La proprietà, dopo vari passaggi, è oggi posseduta da Ornella e Roberto che l'hanno ristrutturata per viverci e dare ospitalità.

Casetta Francini nella letteratura

   Il titolo è sicuramente ironico. Ma anche in parte vero. Infatti Casetta Francini e la famiglia Francini sono protagonisti di un testo poetico scritto nel 1966 da un poeta contadino della tradizione toscana. Tradizione che da sempre produce rimatori e favellatori popolari. Oggi il suo più alto rappresentante è, per molti aspetti, Roberto Benigni, il quale da Vergaio, passando per le Case del Popolo, è arrivato fino all'Oscar. Questo poeta contadino era Gabriello Picconi (nella foto) , il quale descrisse  in questo testo in rima una lontana esperienza vissuta tra il 1894  e il 1898. Bimbo nato a Piancastagnaio sul monte Amiata in una famiglia in preda alla miseria, fu dato in affitto come pastore/lavorante alla famiglia Francini, mandandolo, come si diceva allora, al piano. Provate a leggere questa sua poesia popolare (e quelle scritte nel corso della sua lunga vita): ne verrà fuori un'Italia che molti non ricordano o non conoscono, ma che riesce ancora, qui in Maremma, a far sentire i suoi antichi echi.